Mo! dalla Campania la rivoluzione del Sud: la forza di Flavia Sorrentino

24 maggio 2015

Chi è Flavia Sorrentino? Descriviti22721_803338333095040_5983401594795246019_n

Ventiquattro anni, laureanda in giurisprudenza, meridionalista, portavoce nazionale di Unione Mediterranea, candidata alle elezioni regionali in Campania con la lista civica Mo! con Marco Esposito Presidente. Amo la mia terra ed ho scelto di restare.

Come ha fatto una ragazza così giovane ad avvicinarsi al meridionalismo? Cos’è per te il meridionalismo?

Non mi ha mai convinto ciò che insegnano a scuola sul nostro popolo e la nostra terra. Finito il liceo ho approfondito la questione meridionale. La verità è abbagliante e potentissima. Così, mi sono iscritta ad una associazione meridionalista ed antimafia di cui sono stata vicepresidentessa per due anni. Poi è nata Unione Mediterranea e da allora mi impegno attivamente per il riscatto del Mezzogiorno. Il meridionalismo è diritto all’equità. E’ una risposta di dignità di fronte alle scelte sbagliate, miopi ed ingiuste di chi da sempre è sordo alle esigenze del Sud o si organizza per fregarlo.

Qual’è il provvedimento dello stato italiano che negli ultimi anni ha più penalizzato il Sud?

I dati forniti dallo Svimez dimostrano come il livello di spesa nelle infrastrutture per il Sud sia sceso considerevolmente a partire dal 1989 e non è un caso, se la Lega Nord abbia smesso di parlare di indipendenza. E’ ormai evidente che il disegno politico-economico racchiuso nello slogan “prima il Nord”, ha trovato la sua evoluzione trasversale: tutti i partiti nazionali hanno fatto del programma leghista, l’indirizzo politico della propria agenda di governo. La riforma federalista del 2001 ha completamente cancellato il Mezzogiorno dalle priorità dello Stato, al punto che oggi paghiamo più tasse e disponiamo di meno servizi, incrementando da una parte i divari tra le regioni e dall’altra la disoccupazione. La tassa sull’Rc auto considerata un indice di agiatezza, i tagli alla sanità, al confinanziamento dei fondi europei e ai trasporti, il dirottamento dei fondi per le ferrovie, gli asili nido, la filiera agricola di qualità e per le università che vengono punite se gli studenti vivono in famiglie con redditi bassi, questi sono solo alcuni provvedimenti presi dal Governo Renzi a danno del Sud e a vantaggio del Centro-Nord. Tutto ciò è accaduto nella compiacenza generale dei partiti in parlamento, opposizioni comprese.

E quindi, alla luce di tutto questo, perché MO! e perché slegati dalla partitocrazia italiana?

Mo perché è ora di agire e perché è urgente farlo. Presentare una lista civica e meridionalista è il modo più diretto per dare voce a chi lontano dai partiti, attraverso il proprio contributo, intende rivendicare quei diritti che in troppe occasioni sono diventati favori e che hanno penalizzato senza un minimo di pudore intere generazioni. Dinanzi ai dati Istat che definiscono il Mezzogiorno a rischio desertificazione umana ed industriale, l’Italia avrebbe dovuto dichiarare lo stato d’emergenza. In Campania la disoccupazione ha raggiunto livelli record, il 59% delle famiglie è monoreddito con tre o più figli a carico e il 23% vive sotto la soglia di povertà. Marco Esposito, caporedattore della pagina economica del Mattino, candidato presidente di Mo! è stato l’unico a denunciare il piano di investimenti nelle infrastrutture presentato dal Governo a Bruxelles distribuito nell’incredibile rapporto di 7 miliardi a 0 per il Nord. Nessun rappresentante locale dei partiti nazionali ha protestato e si è ribellato a quest’ennesima assurdità. Ecco perché MO abbiamo bisogno di una forza politica a forte vocazione territoriale che non farà da stampella o da ruota di scorta per nessuna formazione partitica corresponsabile del disastro di questa terra e che soprattutto non prende ordini dalle segreterie di partito di Milano, Genova, Firenze e Roma. MO è la prima azione politica meridionalista organizzata dopo 154 anni di malaunità.

La scelta di candidarti è coraggiosissima, certamente non una scelta facile visto l’entità dell’impegno e la costanza che richiede. Quali obiettivi ti sei prefissata di ottenere per la tua terra e come pensi si possano ottenere?

Serve più coraggio a non fare niente che ad impegnarsi per provare a cambiare le cose. Aspettare oltre vuol dire accompagnare altri giovani come me alle stazioni della speranza, vuol dire arrendersi e darla vinta all’affarismo clientelare e propagandista. Mai come in questo momento storico è necessario segnare una marcata linea di confine tra ciò che vogliamo non si ripeta mai più e ciò che immaginiamo per il nostro futuro. Mi candido perchè credo in questo progetto; perchè non sono disposta a tacere difronte alle ingiustizie e perchè non accetto che si continui a sminuire la nostra identità di popolo. MO! non è un momento elettorale che si esaurisce il 31 maggio alle ore 23.00: è la possibilità di tornare a pensare in grande, è l’opportunità di realizzare una rivoluzione che parte dalla Campania e si estende a tutto il Sud. Non è un caso se nel simbolo della lista sia rappresentata la nostra terra e la nostra lingua. La più grande debolezza del Mezzogiorno è la sua frammentazione. Mo è un segnale preciso, che evidenzia un passaggio storico: non siamo più disposti a subire in silenzio perché un popolo che si sveglia dal sonno dell’arrendevolezza non lo puoi fermare. La rinascita di questa terra è la nostra battaglia di vita, ecco perché se vince MO! vinciamo tutti. Io ci credo.

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2 Responses to Mo! dalla Campania la rivoluzione del Sud: la forza di Flavia Sorrentino

  1. Augusto Maggio on 4 aprile 2016 at 16:56

    tanti tanti auguri

  2. russovincenzo48 on 5 giugno 2016 at 22:04

    Si prega di diffondere questa mail.

    Il due giugno andrebbe ripristinata la vera storia del Sud e dell’Italia intera.
    Il re sabaudo e massone nel 1860 occupò e massacrò il sud, detronizzo il re cattolico Borbone e distrusse la nostra economia, la nostra fede, la nostra patria.
    Al Nord massacrò lombardi, genovesi , veneti ed ogni altro italico cittadino, imponendo a mano armata e con le frodi le false annessioni al Piemonte.
    Non contenti ancora di occupare e sopraffare i veri italiani, i sabaudi che parlavano francese, ci regalarono poi Mussolini al potere, ed altra fame soprattutto per il sud.
    I bersaglieri assassini, unico corpo che ha perso anche la propria bandiera in battaglia, agirono selvaggiamente insieme ai carabinieri regi, nel sottomettere con i massacri le italiche genti, soprattutto al sud, ma non solo al sud. I patrioti furono chiamati e trattati come briganti anche in Toscana ed in Emilia.
    I piemontesi che erano atei, dediti alla magia e alla massoneria, rapinarono l’Italia alle popolazioni cattoliche del Nord e del Sud Italia.
    Quindi ci dettero la guerra al fianco dei nazisti, ed altra fame e altre morti.
    Infine tradirono anche Mussolini, ma senza provare vergogna per nessuna delle loro azioni, provarono pure a salvare il loro Regno infausto e massone, con il referendum che doveva confermare la Monarchia Sabauda al potere, come se fosse stata innocente e legittimamente la nostra vera monarchia italiana.
    A questo punto della Storia però, sul finire del Regime e fino al 2 Giugno del 1946, sbagliarono anche i Napoletani e tutti i meridionali, perché non conoscendo più la vera storia della falsa unità d’Italia, votarono in maggioranza, monarchia Sabauda.
    Napoli si era addirittura liberata da sola con la rivolta di popolo contro i tedeschi, senza nemmeno chiedere aiuto ai partigiani e al CNL.
    Così nessuno dei partiti repubblichini ha mai perdonato al sud il suo voto monarchico e la liberazione di Napoli senza i partigiani.
    In effetti il 2 giugno del 1946 i meridionali sbagliarono soltanto Monarchia.
    Se infatti avessero chiesto la secessione e il ritorno dei Borbone, l’Italia intera si sarebbe salvata, magari federandosi come la Gran Bretagna, o almeno si sarebbe salvato il Sud, che aveva subito di gran lunga più soprusi del resto d’Italia per mano sabauda.
    Invece alla fine ci siamo sorbiti l’ultimo rampollo di casa Sabauda in televisione, che ancora si vanta di non farsi il Bidè.
    Per questo canta così male?
    Saluti da Vincenzo

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