Imprenditori meridionali e meridionalismo – Il meccanismo inceppato

1 ottobre 2015

La classe imprenditoriale napoletana, e meridionale in genere, non sa aiutare chi politicamente tenta di sostenerla. E’ un discorso in cui gli interessi privati e pubblici vanno a braccetto ma che inspiegabilmente sembra non interessare chi ha i mezzi per incidere (gli imprenditori), anche se è lapalissiano che i risultati del meridionalismo li vedrebbe come primi beneficiari, avendo come scopo primario quello di risollevare le economie regionali. La questione meridionale in questo modo si automantiene, impossibilitata a trovare sul territorio chi contribuisca a invertirne la tendenza. Eppure non mancano grandi gruppi economici come armatori, imprenditori del tessile, del’aerospaziale, dell’enoalimentare. La questione non è di facile risoluzione, è come un cane che si morde la coda: il disinteresse degli imprenditori causa il mancato successo dei movimenti meridionalisti e l’insuccesso dei movimenti meridionalisti provoca l’insuccesso delle aziende meridionali se non la loro chiusura.
Sarebbe forse il momento di iniziare a collaborare analizzando con lucidità la realtà italiana e pianificare un piano di risoluzione della QM che parta direttamente dal Sud.

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