Il Sud visto da Nord Operai leghisti figli di meridionali

12 ottobre 2010

TORINO (12 ottobre) – «Caproide. Sì, proprio così l’ha chiamato: caproide». Michelina Codella, radiologa ospedaliera con genitori di Calitri, elenca i suoi esempi di atteggiamenti anti-meridionali. Nella Torino, città del nord dalla più alta concentrazione di gente del sud emigrata negli ultimi cinquant’anni, i cartelli «non si fitta ai terroni» sono un ricordo. Ma certe prevenzioni restano, conferma Michelina.

E cita quel termine dispregiativo che ha sentito gettare in faccia ad un collega calabrese. Poi spiega: «La verità è che tutti si dicono non prevenuti. Poi, se a sbagliare sul lavoro, come può capitare a tutti, è uno originario del sud, escono fuori certe definizioni».

Torino città delle celebrazioni per i 150 anni di unità nazionale, ma anche capoluogo di una regione che ha eletto presidente il leghista Roberto Cota. Se è vero che, tra i piemontesi, ci sono quasi un milione di elettori con origini meridionali, il calcolo è presto fatto: nelle percentuali tra il quindici e il venti per cento di voti alla Lega ci sono anche molte schede segnate da calabresi, campani o siciliani.

Basta spostarsi a Mirafiori, per rendersene conto. Giuseppe è un operaio Fiat dalle origini calabresi. Ha votato Lega, lui è «padano»: nato a Torino da padre di Riace e mamma di Reggio. Vive a Santena, a sud di Torino, il paese dalla più alta concentrazione di famiglie di origine calabrese. Ha le idee chiare: «Non credo che la Lega sia anti-meridionale. Piuttosto, quando torno giù a trovare dei parenti, mi chiedo ma come fanno a vivere qui. L’idea del posto fisso, di un santo che li aiuti. E noi, qui, a buttare il sangue in fabbrica».

Il successo della Lega in Piemonte pesca nell’anti-meridionalismo di ritorno: i figli degli emigrati che si rivoltano contro i padri, calpestando radici e identità. E poi c’è la crisi economica. Stefano Esposito, famiglia di origini napoletane ma nato come tutti i suoi fratelli a Torino, è un deputato del Partito democratico torinese e, con impegno, segue decine di vertenze di lavoro in Piemonte.

La sua analisi è impietosa: «La Lega ha una sede nella zona difficile di San Salvario, noi del Pd nel centro elegante. È tutta qui la lettura sui consensi leghisti: loro vivono, come si dice, sul marciapiede cavalcando stati d’animo e paure in periodi di crisi economica». Centomila lavoratori in cassa integrazione, l’otto per cento di disoccupati in più nell’ultimo anno: è il Piemonte oggi. Chiudono le aziende e si frantuma la cultura operaia, cemento ideologico dei consensi a sinistra.

«Con chi devo prendermela – dice Giorgio Esposito, che lavora in un’azienda di Biella in cassa integrazione – Ero piccolo quando mio padre venne qui da Acerra. Oggi rischio il lavoro e loro, giù, ingrassano alle nostre spalle. A noi nessun aiuto, a loro soldi e leggi straordinarie. Siamo forse figli di nessuno?».

Sergio Chiamparino è il sindaco di Torino giunto al termine del suo secondo mandato. Da uomo pragmatico, ha le sue spiegazioni: «Questa è una città che ha accolto tutti in tanti anni. Oggi sembra vivere una transizione, anche culturale. Il primo choc fu negli anni Novanta, quando la Lega conquistò Novi Ligure e cominciò a insediarsi nel Biellese. Persino Cossato, piccole Comune dalla tradizione di sinistra che ha radici nella resistenza, di recente ha preferito la Lega. Chiudono le aziende a Biella, a Ivrea – sottolinea Chiamparino – vengono meno le idee-forza ideologiche della sinistra. La Lega ne ha cavalcate altre, tutte fondate sulle paure».

Nella sede istituzionale di via Poggio, il manifesto con i volti dell’ex governatore campano Bassolino e del sindaco di Napoli Iervolino è accompagnato dalla scritta «RIFIUTIamoli tutti». I politici e l’idea del sud visti da qui: spazzatura e demagogia. Giorgia Rapello, sei anni fa ventottenne consigliere comunale di Castiglione torinese, riceve gente che schiuma rabbia contro gli immigrati. Il segretario-deputato Stefano Allasia non c’è, ma nella sezione si raccolgono i dati recenti degli iscritti alla Lega torinese: quattromila sostenitori e mille militanti.

C’è prevenzione anti-meridionale, nella città dove la riapertura del museo Lombroso, con il cranio del contadino meridionale «predisposto» a fare il brigante, fece scattare a maggio una marcia di protesta con quattrocento persone venute dal Sud? Qui, nelle battute, o nei discorsi, si capisce che lo stereotipo del meridionale è un misto diviso tra il Pulcinella, il camorrista e il furbo. Uno stereotipo cavalcato con intelligente ironia da Piero Chiambretti nelle sue due pizzerie a Torino dove, tra decine di manifesti kitsch, si avverte che «solo qui si mangia l’unica pizza verace autorizzata dai napoletani».

I terroni al nord folgorati dal verbo leghista? Tra le province di Asti, Biella, Vercelli, Verbania, Novara e Verbania, le percentuali della Lega sfiorano il venti per cento. Dice Costanza Castellano, origini pugliesi, da anni residente in provincia di Alessandria: «I miei fratelli votano convinti per la Lega. Non capisco cosa c’entri la nostra identità con i leghisti. Ma quando parlo di creare qui un Partito del sud – conclude – mi ridono in faccia quasi a compatirmi».

17 Responses to Il Sud visto da Nord Operai leghisti figli di meridionali

  1. Vittorio on 14 ottobre 2010 at 13:40

    Dovremmo spiegare che non è vero che il Nord mantiene il Sud, ma il contrario. Ma non è facile, visto che i media lanciano continuamente il messaggio di un Nord produttivo e di un Sud parassita. Ma i 63 miliardi di euro che i meridionali danno al Nord per acquisti, non contano? Una proposta: facciamo una colletta e fondiamo una televisione. Solo così riusciremo, forse, a far sentire la nostra voce.

    • Oligarca on 14 ottobre 2010 at 15:25

      Serve una tv , un quotidiano, una radio.
      Ma prima di tutto serve un movimento politico forte ed unitario.

  2. Pasquale on 14 ottobre 2010 at 20:26

    Io sono nato al nord, in val Sesia, da genitori pugliesi.
    Ho visto tanti meridionali, di nascita o di origine, sputare sulle proprie origine, ho visto come i settentrionali tendono a piegare la dignità dei meridionali.
    Non mi sono mai fatto piegare, da cinque anni sono tornato al paese dei miei, un piccolo paese da cui tutti fuggono, vivo lavorando tra mille difficoltà, ho provato e sto provando sulla mia pelle tutto, perchè e l’unico modo per capire cosa significa.
    E la mia conclusione per ora e questa:
    Il Sud e il miglior esempio di colonialismo totale mai riuscito nella storia umana,
    noi siamo stati conquistati, saccheggiati, trucidati, costretti all’emigrazione e oggi come viviamo?
    La popolazione meridionale vive (a parte noi) nella grande maggioranza come zombie schiavi del quadrilatero del potere composto da
    -Potenti famiglie capitalistiche del nord (massoneria)
    -Politici del nord servi della massoneria
    -Politici del sud servi di quelli del nord (servi dei servi) che fanno gli ascari
    -Malavita organizzata (serve sempre chi fa il lavoro sporco)
    Siamo l’ultima colonia rimasta in europa, e lo rimarremo se noi pochi “eletti” che abbiamo capito e ci siamo informati sulla vera storia non cominciamo a muoverci in maniera coesa e decisa!!!
    Dobbiamo riprenderci la cosa piu importante che ci hanno tolto, la STORIA e la DIGNITA’, perchè e questa la differenza che c’e tra noi e gli irlandesi (per esempio), gli inglesi gli hanno fatto di tutto, ma non sono mai riusciti a togliergli la storia e la dignità!
    Quindi basta chiacchiere, uniamoci noi suddisti e riprendiamoci la nostra millenaria storia, e in automatico tornerà anche la dignità!

    • Meridionalismo on 14 ottobre 2010 at 20:45

      Caro Pasquale, perchè non scrivi un articolo dove racconti la tua storia e il pensiero che hai maturato? Saremo felici di pubblicarti

    • Mimmo on 5 novembre 2016 at 23:20

      Ti rspondo tardi ma meglio che mai. Concordo con quello che hai detto, anch’io sono nato in Toscopadania da padre pugliese, mi sento meridionale, mi sono beccato del terrone un milione di volte e sai che ti dico, me ne vanto.

  3. Enzo on 15 ottobre 2010 at 16:43

    il movimento politico cìè gia IL PARTITO DEL SUD di Antonio Ciano e Beppe De Santis. persone libere e oneste. sosteniamoli

    • Pasquale on 15 ottobre 2010 at 20:44

      Si, e arrivato veramente il momento di sostenere il Partito del Sud, tra noi suddisti non ci devono essere differenze tra destra e sinistra, quelle per noi non esistono piu, come dice Grillo, noi non siamo ne destra ne sinistra, noi voliamo alto come il falco grillaio delle Murge e riporteremo la dignità a una nazione antica di 3000anni.
      Il partito del Sud deve avere come unico obbiettivo gli interessi del Sud, della Sicilia e per quanto mi riguarda anche della Sardegna, che anche se non faceva parte delle Due Sicilie e un popolo nostro fratello in quanto con il legendario regno di Arborea ha lottato per secoli per la propria indipendenza prima di finire schiacciata tra Spagna, Pisa, Genova e Piemontesi.
      Una grande euroregione centro mediterranea sorgerà e sarà l’unica nazione occidentale a poter parlare con i popoli africani, sudamericani ed asiatici perche l’unico in Europa ad aver provato sulla propria pelle, prima di loro e forse peggio di loro, cosa significa colonialismo!

      E aggiungo, VIA I NOSTRI RAGAZZI DA IRAQ E AFGHANISTAN dove stanno morendo x una guerra che non centra nulla con la sicurezza dell’italia, serve solo ad arricchire le solite famiglie imprenditormassoniche del nord ladrone e assassino,
      i nostri figli a casa a combattere contro le mafie!!

  4. eleonora on 19 ottobre 2010 at 10:50

    Sono nata a Roma e ho origini centro nord. Ho sempre creduto che in Italia vi sono tante tradizioni e affinità, in quanto la gente ha sempre vagato da una parte all’altra durante l’Unità d’Italia, e da un regno all’altro (sec. XVIII-XIX) durante la separazione precedente. Apprezzo questo articolo perché descrive bene il paradosso dei figli del Sud diventati leghisti al Nord. Tuttavia questa presa di posizione politica -che spesso si limita a polemiche feroci contro il Sud- desidera un cambiamento radicale di mentalità di coloro che vivono al Sud. La gente del Sud è in molti casi una risorsa apprezzabile di lavoro e di intraprendenza, di valori legati soprattutto alla famiglia, però rimane invischiata in una mentalità ormai obsoleta costituita da una intensa omertà, furbizia, arroganza, violenza, ignoranza, inciviltà. Chi dal Meridione ripudia tutto questo e costruisce una società diversa e ci riesce ottimamente seguendo le regole civili, non riesce piu’ a condividere un atteggiamento di continua ribellione allo Stato, tipico delle bande di briganti dell’epoca post risorgimentale. Ecco quindi che lo combatte da leghista apparendo come un traditore. Invece sollecita un fertile confronto politico e sociale.

    • Pasquale on 21 ottobre 2010 at 19:39

      “”omertà, furbizia, arroganza, violenza, ignoranza, inciviltà””
      E se io dicessi della gente del nord:
      “avida, chiusa, razzista, prevenuta, tonta, babbea”
      E no, questo proprio non si puo dire, e peccato!
      Ma provate a confrontarvi con gli altri popoli europei e scoprirete anche voi quanto siete incivili e ladri, x esempio l’alta velocità della padania e costata 7 volte quella francese e spagnola, dove sono i ladri!?
      Al Nord infrastrutture con i soldi di tutti, al Sud solo le briciole, ma ogni tanto guardatevi allo specchio e fatevi un esame di coscienza, siete venuti a conquistare il sud chiamandoci fratelli, ma il vostro vero nome e Caino!!

      • eleonora on 5 novembre 2010 at 19:06

        Se per Lei omertà furbizia ecc sono dei valori da coltivare insieme alla sveltezza del Sud, è giusto che l’Italia si divida in due parti. Ed è giusto che voi che siete i migliori possiate finalmente avere quello che vi spetta da secoli. E’ giusto che torniate ai vostri antichi privilegi. Tutti perdiamo e acquistiamo qualcosa lungo il percorso della vita.

    • Giovanni Leotta on 17 dicembre 2010 at 21:59

      Scusi, Lei dovrebbe rileggersi un pò la Storia d’Italia….se leggesse qualche libro in più forse troverebbe le risposte giuste a tante domande; potrebbe persino cambiare opinione su molte cose. Poi ognuno ha le sue colpe ed ogni società i suoi mali..;ma nei mali c’è sempre una causa, un’origine…a volte palese, a volte molto meno…Chiediamoci il “perchè” delle cose, poi diamo giudizi, ma solo quando ne siamo in grado.
      Ma ormai c’è solo l’Italia di Mediaset, del Grande Fratello, di Amici, delle Fiction…

  5. eleonora on 19 ottobre 2010 at 11:04

    Desidero aggiungere che sarebbe bene che il Meridione creasse un partito del Sud. Forse è stato un errore riunire due parti di una penisola nate in circostanze e con motivazioni differenti. Forse sono maturi i tempi in cui è giusto concedere un’autonomia ad un pezzo d’Italia che vuole crescere sola e indipendente e sul proprio territorio, che si prenda le proprie responsabilità.

  6. Acciardo on 26 ottobre 2010 at 19:16

    Sono Cosentino Calabrese e Comunista…ho lavorato e studiato al Nord ma sulla mia identita’ di ITALIANO DEL SUD nessuno ha mai avuto a che dire.Qualcuno che mi chiedeva perche’ non avessi perduto l’accento gli rispondevo”Che avevo una stori di 2.000 anni sulle spalle”!La colpa dei figli degli immigrati e’ SOLO L”IGNORANZA, una ignoranza spessa e radicata in piu alimentata dal pregiudizio
    nordista. Non li considero miei fratelli ma delle MERDE..se poi aderiscono alla LEGA da ELIMINARE ANCHE DOPO MORTI! Meglio gli immigrati! BASTARDI RINNEGATI!!

    • Diego on 27 ottobre 2010 at 12:57

      Hai perfettamente ragione sn dei rinnegati, nn sn neppure umani…

      Sanno di essere dei perdenti e si alleano cn il più forte nord (per poco ancora, siamo arrivati alle ultime gocce).
      Il vero spirito suddista è quello di cadere e di rialzarsi sempre e di fronteggiare a pieno petto i soprusi dei razzisti del nord, che ci hanno derubato per anni e adesso che nn gli serviamo più ci vogliono mandare alla deriva come una vecchia nave.

      NB: Leggetevi il libro “TERRONI” di Pino Aprile cercando di capire la vera storia dell’italia, LA VERA ITALIA, nn L’itaia dei Piemontesi dei Lombardi e dei Veneti!!!

  7. Giovanni Leotta on 17 dicembre 2010 at 21:41

    Qui a Genova noi del Sud siamo i GABIBBI, …anche per quei “genovesi” di nascita, figli però di meridionali….L’antimeridionalismo, non strisciante ma palese, è così diffuso, da avere ottenebrato le menti e le coscienze….per cui si “proietta” sull’esterno, l’estraneo al proprio “gruppo” cui si sente di appartenere, ogni sorta di “…malessere” sociale…
    Individuato il “capro espiatorio” dei “mali d’Italia”….si può sapientemente ben sfruttare, per biechi fini elettorali, con i risultati che ben vediamo, di un’Italia che si appresta a diventare come l’ex Jugoslavia.

  8. Riccardo on 20 febbraio 2011 at 17:20

    Sono di Torino e posso dirvi che qui la lega e’ vista male dalla maggior parte della popolazione,infatti la percentuale alle elzioni e’ intorno al 9%(sempre troppo per me ma nulla al confronto del resto del nord).Qui parlare di meridionali o no fa francamente ridere,tutti hanno parenti meridionali praticamente e chi non li ha ha comunque amici,compagni di classe,colleghi che gli hanno passato tradizioni,e cultura meridionale e’ evidente e concreto se si conosce la citta’e la maggior parte dei cittadini e’ orgogliosa di questo mix culturale.Ci sono piatti tipici,gruppi di tarantella e pizzica accenti e parole meridionali nella parlata di quasi tutti,siamo pervasi dalla cutura meridionale mischiata a quella torinese e questa la forza e l’orgoglio di Torino,non nego ci siano stati e ancora possano esserci episodi di razzismo ma e’ una stupidita’ che esiste dappertutto e qui prorio grazie al melting pot meno che da altre parti.Non crediate che la seconda generazione di meridionali sia passata in massa a votare lega,non e’ cosi’.Non mi addentro nei giudizi storici ma non facciamo il gioco della Lega a metterci Sud contro Nord e viceversa,il Nord ha invaso e sottomesso il Sud e a sua volta il Nord e’ stato sottomesso dai romani e prima ancora i Neanderthal dagli Australopitecus…ripeto non voglio negare le ingiustizie subite ma facciamo che queste ingiustizie si trasformino in qualcosa di costruttivo e non una sorta di rabbia reciproca,inutile e dannosa per tutti.Con affetto Riccardo

  9. […] dei padri sia non il nord che li ha chiamati terroni, ma piuttosto il sud che li ha costretti a emigrare; quel sud dei loro parenti che, mentre “noi [siamo] qui, a buttare il sangue in […]

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